Attività e perimetro
Cosa vendete, a chi, dove, con quali canali. Asset fisici e digitali. Cosa è dentro e fuori dal perimetro del piano.
Output dell’analisi
Non vendiamo “un business plan” a listino. Quando screening e diagnosi hanno materiale sufficiente, stilizziamo un piano operativo: tesi, priorità, numeri, sequenza, fabbisogno. Stesso standard delle nostre visioni HTML: chiaro da leggere, utile da decidere.
Posizione
Il percorso resta: analisi → piano (se i dati ci sono) → attivazione. Il piano non sostituisce la diagnosi. La rende eseguibile: chi fa cosa, in che ordine, con quali risorse, con quale tesi di valore.
Screening, diagnosi, leva.
Solo con dati e ipotesi esplicite.
Digitale e operativo dove serve.
Prerequisiti
Senza queste basi il documento resta narrativa. Preferiamo dire “non ancora” piuttosto che consegnare aria. In fase iniziale lavoriamo su dati pubblici e materiali condivisi; i documenti riservati solo se li aprite voi.
Cosa vendete, a chi, dove, con quali canali. Asset fisici e digitali. Cosa è dentro e fuori dal perimetro del piano.
Ricavi storici o stime motivate, costi fissi e variabili, marginalità per linea se esiste, cicli di cassa, dipendenze critiche.
Cosa deve cambiare (ricavi, ordine, capitali, reputazione). Tempi, budget, vincoli legali o di governance, chi decide.
Utile
Bilanci o estratti, listini, mix prodotti, funnel commerciale, organigramma leggero, pipeline investimenti, note su competitor percepiti.
Opzionale
Slide esistenti, vecchi business plan, pitch: li usiamo come input da mettere alla prova, non come verità.
Limite
Si resta sull’analisi di screening e sulla leva. Il piano operativo si apre quando il materiale lo sostiene.
Struttura del documento
Sezioni tipiche. Non tutte servono sempre: selezioniamo in base al caso. L’obiettivo è un documento che un socio, un consiglio o un investitore possa leggere senza intermediari.
Formato
Pagina dedicata navigabile: atmosfera, tesi, ecosistema, ordine. Il decisore apre un link. Non un allegato da dimenticare.
Tabelle, griglie Y1–Yn, fabbisogno: integrate nel piano o in foglio separato se serve lavorare i numeri in consiglio.
Link ad accesso controllato quando i contenuti non sono pubblici. Nomi e cifre sensibili gestiti come da accordo.
Bellezza sì. Sempre ancorata a priorità, ricavi e decisioni. Altrimenti resta solo atmosfera.
Processo
Perimetro
FAQ
No. Il piano è output dell’analisi. Se manca diagnosi e leva, il documento non regge al primo confronto serio.
No. Noi ordiniamo tesi, sequenza e priorità operative. Bilanci certificati, fiscalità e due diligence restano ai professionisti di riferimento.
Dipende da perimetro e densità dei dati. Si definisce dopo il confronto e la checklist: meglio tempi onesti che date teatrali.
No. Investimento e scope si chiudono sul caso: profondità, riservatezza, formato (solo lettura vs piano + griglie + revisioni).
Sì. Lo trattiamo come materiale da screening: teniamo ciò che regge, riscriviamo ciò che è narrativa o fuori data.
Se il digitale è leva di esecuzione, sì: è attivazione. Se non lo è, il piano resta il pezzo utile e ci fermiamo lì.